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Disturbo d'ansia generalizzata

2023-12-22 07:44

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Inquadramento, ansia, disturbo, disturbo cronico,

Disturbo d'ansia generalizzata

In Europa  ne soffre del tra l’ 1,7 ed il 3,4% della popolazione, ed è quindi un disturbo estremamente diffuso con importanti conseguenze sulla qualit

In Europa  ne soffre del tra l’ 1,7 ed il 3,4% della popolazione, ed è quindi un disturbo estremamente diffuso con importanti conseguenze sulla qualità della vita ed anche sulla salute.

 

Costituisce un vero e proprio disturbo psichiatrico ed è caratterizzato da uno stato di preoccupazione persistente, eccessiva e difficilmente controllabile che si protrae per almeno sei mesi.

 

E’ caratterizzato da sintomi di carattere psicologico quali apprensione ed irritabilità e fisici come facile stancabilità e tensione muscolare , provocando in chi ne è affetto notevoli  disagi e compromissione dello stato di benessere

Si associa frequentemente a disturbi dell'umore, fobie sociali e disturbi da attacco di panico.

Le ultime evidenze scientifiche dimostrano una predisposizione genetica con una significativa ereditarietà comune con la depressione maggiore. Approfondimenti genetico-ambientali hanno evidenziato l'importanza di traumi psichici precoci e di eventi stressanti recenti, sottolineando la loro interazione con marcatori genetici nel determinare l’insorgenza del disturbo. 

Gli adulti che ne sono affetti frequentemente hanno subito nel corso dell’infanzia un numero elevato di esperienze traumatiche o maltrattamenti

 

La ricerca sui neurotrasmettitori e altri biomarcatori ha ottenuto risultati limitati; nelle persone affette si sono riscontrate, con studi di neuroimaging, alterazioni nella morfologia del volume della sostanza bianca con aumentato metabolismo del glucosio in diverse regioni cerebrali . Studi con la Risonanza Magnetica hanno dimostrato un’aumentata attività anticipatoria nell’amigdala, che suggeriscono una risposta emotiva anticipatoria aumentata.

 

I soggetti ansiosi si mostrano predisposti nell’interpretare negativamente situazioni “ambigue” e tendono preoccuparsi eccessivamente per qualsiasi ragione. Questo atteggiamento sembra ridursi con terapie cognitivo-comportamentali o con il trattamento di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

 

L'origine e la persistenza della preoccupazione eccessiva e pervasiva, caratteristica della patologia, può derivare da molteplici fattori, tra cui la costante scansione dell'ambiente alla ricerca di segnali di minaccia, lo sviluppo della preoccupazione come meccanismo per risolvere problemi, l'utilizzo della preoccupazione come strategia per evitare la risposta alla paura, l'intolleranza all'incertezza o all'ambiguità e la preoccupazione riguardo all'incontrollabilità e alle presunte conseguenze pericolose della preoccupazione stessa.

 

L’ansia generalizzata rappresenta quindi un disturbo con radici multifattoriali, genetiche, neurobiologiche e psicologiche. La comprensione approfondita di tali elementi è cruciale per lo sviluppo di strategie di trattamento efficaci.

I sintomi caratteristici comprendono preoccupazioni eccessive riguardo a salute, lavoro, relazioni interpersonali o altri eventi della vita. Altri sintomi includono irrequietezza, affaticamento, irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e tensione muscolare

 

Solitamente esordisce intorno ai 30 anni, con casi di insorgenza tardiva (≥50 anni). 

Si configura come una patologia cronica con variazioni nella gravità sintomatologica. La coesistenza con la depressione maggiore e altri disturbi contribuisce a un decorso più severo e a una maggiore compromissione funzionale.

E’ associata a una significativa compromissione psicosociale, influenzando negativamente occupazione, vita sociale ed attività domestiche. 

 

Con il tempo può determinare effetti sistemici anche gravi, risultando associata ad ipertensione, cardiopatia coronarica fatale e non fatale, ad una maggiore mortalità cardiovascolare e sembrerebbe costituire un fattore di rischio per lo sviluppo di demenza in età avanzata.

 

Negli Stati Uniti viene raccomandata l’effettuazione di uno screening annuale tra i 19 ed i 65 anni del disturbo d’ansia generalizzato utilizzando strumenti come la scala GAD-7. 

 

La diagnosi si basa su criteri specifici, tra cui sintomi persistenti per almeno sei mesi, difficoltà nel controllo delle preoccupazioni e la presenza di sintomi associati come irritabilità e disturbi del sonno. 

 

È cruciale escludere altre condizioni mediche o psichiatriche con sintomatologia simile, come la depressione, la sindrome ansiosa, i disturbi da panico, i disturbi dell’adattamento, i disturbi ossessivo-compulsivi e l’ansia non patologica

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